GNUvox

La voce del software libero

Archive for Maggio, 2006

Per Gates una camera con ‘Vista’ sulla protesta

Mercoledì, Maggio 24th, 2006

protesta di defective by designGli sviluppatori Microsoft accorsi ad ascoltare il discorso di Bill Gates sul futuro di Microsoft e la nuova versione del sistema operativo, Vista, sono stati accolti da un gruppo di persone vestite con tute protettive che mandavano un messaggio molto chiaro all’azienda: il prodotto è difettoso e dannoso per gli utenti.
È stata una protesta a sorpresa per il lancio di DefectiveByDesign.org (Deliberatamente Difettoso), una campagna di azione diretta con obiettivo le aziende e le major che sostengono i sistemi di restrizione dei diritti (Digital Restrictions Management, DRM). La campagna di Free Software Foundation, identificherà prodotti Deliberatamente Difettosi denunciando le aziende che insisteranno nel portarli sul mercato.

A vuoto il secondo attacco legale contro la licenza GPL

Martedì, Maggio 23rd, 2006

Il secondo processo contro la licenza GNU GPL avviato da una denuncia di Daniel Wallace contro IBM, Red Hat e Novell, accusate di aver creato un “cartello” per gestire i prezzi delle soluzioni GNU/Linux, è finito con la seconda vittoria della licenza GNU GPL.

Già nel primo processo il giudice era stato molto chiaro, ma ora un altro giudice dell’Indiana ha sentenziato che Wallace non ha dimostrato gli effetti anti competitivi sul mercato e ha lasciato cadere il caso ricordando che «le leggi antitrust sono per la protezione della concorrenza, non dei concorrenti».

La GNU GPL evidentemente favorisce i consumatori, visto che stimola la creazione di un mercato concorrenziale quasi ideale: chiunque può offrire servizi sul software libero al prezzo migliore e di questa concorrenza giovano gli utenti.

Pluto Journal: il nuovo numero

Martedì, Maggio 23rd, 2006

Pluto JournalÈ arrivato al numero 47 il Pluto Journal, il giornale coordinato da Simone Stevanin che da anni si occupa di software libero e della comunità italiana. L’editoriale è un saluto e un ringraziamento Claudio Cattazzo, coordinatore dell’Italian Linux Documentation Project e vicedirettore della rivista che dopo anni di preziosa collaborazione ha lasciato i suoi incarichi all’interno del gruppo. Seguono tre articoli tecnici nella sezione «Sistemi liberi»: la prima parte su monitoraggio di sistemi in rete (di Rudi Giacomini), un pezzo su piccoli server web (di Tito Rizzo) e un articolo incentrato su Samba e reti Microsoft ( di Stefano Sasso). Ne seguono, in «Pluto Ware», altrettanti pezzi. Oltre a un’introduzione al pacchetto HA-prosper firmato da Tristan Miller e tradotto da Gabriele Zucchetta e a software Libero e scacchi di Francisco Yepes Barrera, si trova un interessante articolo dedicato all’indice analitico della Costituzione italiana di Alberto Cammozzo. In questo caso specifico, si presentano le potenzialità dell’elaborazione di testi in ambiente GNU/Linux e per farlo su utilizza un testo “libero” per eccellenza: la carta costituzionale.

Per leggere il Pluto Journal:

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Il FOSS avanza nei Paesi in via di sviluppo (nonostante MS)

Lunedì, Maggio 22nd, 2006

BBC World logo «C’è chi vuole usare il software realizzato collettivamente, ricavandone come valore la condivisione con gli altri membri della comunità. Qualcun altro preferisce invece l’affidabilità e la funzionalità derivanti dal modello del software commerciale. E così alla fin fine ognuno sceglie in base ai propri valori personali». Con questa battuta, Jonathan Murray, vicepresidente di Microsoft Europe, vorrebbe liquidare la comprovata qualità del FOSS (free & open source software) nonché gli evidenti successi del relativo modello collaborativo. Ma la sua breve intervista inclusa nel documentario TV The Code Breakers, trasmesso da BBC World in questi giorni, incontra la secca replica di Nicholas Negroponte: «Per il progetto One Laptop Per Child abbiamo scelto il software libero e open source perché è più affidabile, e perché ciò significa che i bambini potranno contribuire a migliorarlo nel corso del tempo». Il documentario include anche spezzoni di un intervento pubblico in cui Richard Stallman illustra a dovere le virtù del software libero, oltre ad altre interviste con gli animatori di importanti legati al FOSS nei Paesi in via di sviluppo, tra cui le iniziative SchoolNet in Namibia e Digital Doorway in Sud Africa.

Formati (aperti e liberi) stasera a Radiolinux

Lunedì, Maggio 22nd, 2006

RadiolinuxQuesta sera a Radiolinux si parlerà di Open Document Format (ODF), il formato aperto e libero di OpenOffice.org che a breve dovrebbe diventare presso l’ISO (International Standards Organization) lo standard ISO/IEC 26300, Ospiti della trasmissione saranno in studio Marco Fioretti, rappresentante per l’Italia della Open Document Fellowship, e in collegamento telefonico Domenico Squillace di IBM Italia, technical relations EMEA country standards authority. A partire dai prossimi giorni, inoltre, la trasmissione potrà essere scaricata in diversi formati (aperti e liberi).

Il fallimento del software libero targato Apple

Venerdì, Maggio 19th, 2006

Mascotte di DarwinDarwin,il cuore libero con cui Apple ha alimentato il suo OS X fin dalla prima apparizione non è più disponibile al pubblico per essere usato, studiato, modificato e distribuito. La versione di OS X per le nuove macchine Apple con processori Intel non godono più della disponibilità di sorgenti e della comunità di sviluppatori che 6 anni fa aveva accolto con entusiasmo l’apertura della mela.
Rob Braun, uno degli sviluppatori di Darwin della prima ora, dà una cronologia triste di quello che avrebbe potuto essere un’occasione per innovare e invece si è dimostrata una mossa vuota di contenuti seri. Braun racconta che lentamente, tra i vari passaggi di versione, sono spariti i primi driver, poi altri pezzi sempre più importanti. Fino alla nuova versione per Intel che è totalmente segreta. Restano disponibili con licenze libere solo le piccole utility Unix: un po’ poco per un sistema operativo che si dichiarava ‘rivoluzionario’.

Sangue aperto e vincente

Venerdì, Maggio 19th, 2006

JUG-AvisJava libero o meno? Nel momento in cui la notizia - a denti più o meno stretti mentre sulle modalità occorrerà attendere ancora e riflettere opportunamente - rimbalza da qualche tempo in rete, c’è però un progetto italiano, lo Jug-Avis, che si è aggiudicato lo Duke’s Choice Award 2006. Realizzato dallo JUG Sardegna Onlus e rilasciato con Apache Software License, il progetto è nato in collaborazione con l’Avis di Sestu (Cagliari) per trovare un modo di sollecitare e gestire le donazioni di sangue via SMS tramite telefoni cellulari, palmari e computer. Per chi volesse approfondire l’argomento, è disponibile una descrizione del sistema in italiano.

FSFE: esce la nuova newsletter

Giovedì, Maggio 18th, 2006

FSFEÈ disponibile la nuova edizione della newsletter mensile di Free Software Foundation Europe. Tra le notizie di questo mese, vengono resi pubblici i nomi dei due vincitori dei notebook HP Compaq: si tratta dei fellow Andrea Di Dato, italiano, e di Wouter van Heyst, olandese. Inoltre, oltre all’annuncio dell’allargamento del team europeo, si dà conto di tre appuntamenti importanti appena avvenuti: la partecipazione alla British Computer Society di Ciarán O’Riordan e Gareth Bowker, il Free Software Forum in Brasile con George Greve e la statunitense Conference Access to Knowledge.

Vade retro, patent trolls!

Mercoledì, Maggio 17th, 2006

A trollOgni tanto la Corte Suprema USA ne azzecca qualcuna. Stavolta ha assestato un bel calcio negli stinchi a uno dei tanti patent trolls in circolazione (ben peggiori di quello raffigurato a fianco), cioè le numerose aziende che intascano soldi a palate per brevetti che possiedono ma che non usano, querelando invece chiunque altro si azzardi a farlo. L’altro giorno, i massimi giudici statunitensi hanno accettato all’unanimità il ricorso presentato da eBay contro una sentenza del 2003 che gli impediva di usare la funzione “buy-it-now” già brevettata da MercExchange, piccola azienda della Virginia. All’epoca il mega-sito di aste venne condannato a un rimborso danni di 25 milioni di dollari (sospeso per via dell’appello alla Corte Suprema), senza subire però l’ingiunzione permanente alla rimozione di quella tecnologia. Ciò per una serie di motivi: la “volontà a offrirne la licenza d’uso” da parte di MercExchange, il suo non-utilizzo del brevetto e soprattutto la “crescente preoccupazione” del pubblico rispetto all’attuale sistema dei brevetti. Riprendendo quest’ultimo aspetto, la Corte Suprema ha sentenziato che prima di imporre sanzioni drastiche occorre considerare attentamente i “principi di equità” del caso specifico. Va cioè evitata la pratica finora assai diffusa tra i giudici di accogliere in maniera “quasi automatica” le richieste delle aziende querelanti senza considerare i fattori concreti delle supposte infrazioni ai loro brevetti, a partire proprio dall’interesse pubblico nel loro impiego—e contro chi preferisce tenerli nel cassetto per rifarsene economicamente o ne registra a migliaia come spauracchio preventivo contro chiunque. Basti citare il recente caso dei 612,5 milioni di dollari versati dalla canadese Research in Motion alla NTP per mettere a tacere la causa sul brevetto che minacciava di rendere illegale il super-diffuso BlackBerry. Come hanno ribadito gli avvocati di eBay, la legge non prevede standard così rigidi e automatici a favore dei patent trolls. I quali in futuro troveranno molto più difficile ricorrere a simili trucchi in un sistema brevetti già di sé obsoleto e di grande ostacolo all’innovazione. Almeno così si spera.

Libero RMS in libero software!

Mercoledì, Maggio 17th, 2006

“Stallman strattonato e quasi arrestato a Boston?”. Domanda irriverente, fors’anche inventata, che però nei giorni scorsi circolava con insistenza tra agenzie-stampe e blogger di mezzo mondo. Increduli, abbiamo sguinzagliato i nostri cyber-segugi. Scavando, scavando, ci hanno riportato la notizia, finora riservata, anzi classified. Ebbene si, nei giorni scorsi RMS ha rischiato di essere sbattuto in galera! È accaduto nienpopodimenoché al MIT, vicino al suo ufficio, nel corso di una relazione dei rappresentati di ATI, insieme a Nvidia leader mondiali di schede e tecnologie grafiche 3D per il gaming, le cui policy chiuse e proprietarie vanno suscitando un acceso dibattito nella comunità GNU/Linux. Accompagnato da un paio di attivisti FSF racimolati alla svelta, Stallman si era appostato dietro un grosso cartello in bella vista: “Don’t buy from ATI, enemy of your freedom” (Non comprate da ATI, nemici della libertà). Una protesta, decisa all’impronta, contro le tipiche policy aziendali dannose per il software libero—la decisione di non rendere disponibile il codice dei driver, forniti invece nei soli pacchetti binari. Nessun disturbo per il pubblico, solo qualche volantino passato discretamente e l’assicurazione di non aprire bocca: questo lo scopo dell’azione. Timoroso di qualche scatto d’ira o di chissà cosa, il responsabile dell’evento ha però chiamato gli agenti (incluso almeno uno in borghese), i quali hanno afferrato e strattonato duramente RMS, per poi ripensarci dopo le sue giuste richieste ad alta voce: “Mi state forse arrestando?!” Bloccato l’evento e proceduti al necessario chiarimento, poliziotti e organizzatori hanno desistito: Stallman ha così seguito la relazione standosene tranquillamente seduto dietro il cartello e facendo girare altri volantini. Nessun titolo da prima pagina, dunque. E neppure ci sarà sollevazione popolare. Almeno per stavolta. Purchè il software (e RMS) restino davvero liberi!