Il teorema della ‘Blue Bubble’?
«Pur essendo oltre la portata di questo blog e delle mie capacità sintetizzare 16 ore di intense battaglie legali, è sufficiente dire che i rappresentanti di Microsoft hanno ripetutamente affermato il falso davanti alla Corte senza fare una piega». Questo uno dei passaggi tratto dall’ultimo report di Georg Greve, presidente di FSFE, sugli ultimi due giorni delle causa anti-trust in Lussemburgo. Prosegue Greve: «Se chiedete la mia impressione, direi che la Commissione Europea e i suoi sostenitori sono andati bene. Non esiste alcuna garanzia sulla sentenza e solo i giudici sanno cosa andranno a decidere, ma sono fiducioso perché tutti noi dalla parte della Commissione siamo stati molto convincenti. Si spera che Microsoft non riesca a farla franca con l’idea di prendere dei protocolli pubblici, metterli in una ‘blue bubble’ di segretezza e usare ciò in combinazione con il suo monopolio sul desktop come strumento per impadronirisi di tutte le tecnologie dell’informazione».
Proprio rispetto al “Teorema della Blue Bubble”, Carlo Piana, legale di FSFE in aula, ha aggiunto: «Gli interventi hanno chiarito perfettamente come la ‘blue bubble’ esista soltanto nelle argomentazioni degli avvocati. Mentre Microsoft non ha lasciato alcun dubbio sulla natura legale di tale ‘bubble’: un conglomerato di 46 brevetti che sostiene di possedere sugli Active Directory Services, con l’effetto primario di impedire l’interoperabilità e, alla fine, la stessa competizione».
Maggiori dettagli e resoconti sull’intera seduta seguiranno quanto prima in questo spazio: please stay tuned!
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