GNUvox

La voce del software libero

Archive for Marzo, 2006

Africa: l’avanzata del software libero

Lunedì, Marzo 27th, 2006

Il software libero continua a essere un cavallo di battaglia per i paesi in via di sviluppo nel superamento del digital divide. Su questo tema, un appuntamento importante è stata la recente Idlelo2 Conference, la principale conferenza pan-africana sul software libero che si è tenuta a Nairobi (Kenya) e che gode del supporto della United Nations Economic Commission for Africa (UNECA), della tedesca InWEnt Capacity Building International e della direzione nazionale sull’e-government. Come riportato nell’intervista Idlelo2 FOSS conference in Kenya a Milton Aineruhanga della Women of Uganda Network (WOUGNET), si coglie come il software libero ormai sia presente se in modo non capillare sicuramente diffuso all’interno dell’intero continente africano. E gli ambiti di applicazione sono molteplici: governo elettronico, sanità, educazione e ricerca aerospaziale.

Convegno su “l’innovazione necessaria”

Venerdì, Marzo 24th, 2006

L’innovazione necessaria: creatività, cooperazione, condivisione
Convegno: 28 marzo, ore 18 - 22, Centro Congressi d’Ateneo, Università di Roma “La Sapienza” (Via Salaria 113)

In questi anni abbiamo assistito a innumerevoli attacchi contro la libertà in rete, dalla repressione nell’informazione online alle norme che violano la privacy degli utenti, dalla criminalizzazione del p2p alla demonizzazione della stessa Internet, mentre la società civile dimostrava, attraverso la rete, un’inedita capacità di proporre e promuovere azioni comuni, connettersi consapevolmente e sviluppare una progettualità sociale di una ricchezza tale da non poter più essere ignorata.
La parola innovazione non è una parola neutra. Innovazione per noi vuol dire partecipazione consapevole, libertà di cultura, condivisione di conoscenza, creatività responsabile, valorizzazione delle differenze, trasparenza ed efficienza nella gestione della cosa pubblica e dei processi produttivi. Elementi senza i quali non può darsi alcuna innovazione.

Software libero: due appuntamenti nel week end

Venerdì, Marzo 24th, 2006

Un fine settimana, quello che si sta aprendo, caratterizzato da due appuntamenti per il mondo del software libero nazionale. A Roma, infatti, apre domani la LUG Conference che metterà a confronto delle associazioni italiane. Organizzata presso il Complesso del Vittoriano, che sorge tra Piazza Venezia e il Campidoglio, la conferenza non ha un ordine del giorno prestabilito a monte, ma in base a un’agenda, si inizierà alle 10 del mattino per terminare alle 18.30 una serie di dibattiti, esposizioni di esperienze e talk.
Il secondo appuntamento, invece, si svolgerà a Modena domani, 25 marzo. Pinguini, gnu e altre bestie sagge. Meeting di Informatica libera è un evento che ha visto la collaborazione di I-MODena telematica per la città, Comune di Modena e Java Open Business. In questo caso, lo scopo è quello di far dialogare docenti, studenti ed esperti della Open Source Academy dell’università di Modena e Reggio Emilia, dei politecnici di Torino e Milano e dell’università di Roma Tor Vergata.

Le perverse conseguenze del DMCA

Venerdì, Marzo 24th, 2006

“Il DMCA è anti-competizione. Fornisce ai titolari del copyright—e alle aziende tecnologiche che ne distribuiscono i contenuti—il potere legale di creare piattaforme chiuse ed escludere i rivali dall’interoperatività con queste. Peggio ancora, le tecnologie DRM sono malfatte e inefficaci; provocano inconvenienti agli utenti legittimi e fanno poco per bloccare i pirati”. Questo uno stralcio di un’importante analisi sul notorio Digital Millennium Copyright Act (DMCA), approvato dal Congresso USA nel 1998 e di recente sempre più usato in combinazione con il Digital Rights Management (DRM) per bloccare la competizione, limitare i diritti degli utenti e ampliare a dismisura la portata del copyright – tutto con la scusa della pirateria. Circumventing Competition, questo il titolo dell’analisi curata dall’analista tecnico-politico Timothy B. Lee, mette in luce le “perverse conseguenze del DMCA” segnalando come, ad esempio, nel settore privato, aziende di ogni tipo, dai fabbricanti di saracinesche per garage a produttori di cartucce d’inchiostro, hanno usato il DMCA per soffocare la competizione del mercato. Ciò non tanto per le cause o i processi effettivamente perseguiti in base alla legge, la quale viene più che altro usata come minaccia preventiva per bloccare perfino le ricerche e il reverse engineering di ditte rivali. Oltre che per penalizzare consumatori dotati di hardware e software ‘non-tipici’, quali utenti del sistema GNU/Linux, e anche i disabili, pensiamo alla ricoversione degli e-book per i ciechi. In questi ed altri casi, il punto è che qualsiasi ‘circonvenzione dei sistemi anti-copia’—cioè l’uso di programmi ampiamente disponibili e/o di semplici accorgimenti per ovviare, del tutto legittimamente, a tali limitazioni e quindi avere pieno accesso ai media digitali—è un reato penale. Il DMCA annulla perfino la tradizionale clausola dell’uso legittimo, bloccando la creatività e il remix culturale che è pietra miliare del progresso sociale: e se qualcuno infrange i DRM di un film su DVD per usarne cinque secondi in un filmino casereccio, diventa automaticamente un criminale. Il rapporto, diffuso dal libertario Cato Institute cita diffusamente vari casi d’incompatibilità di prodotti e servizi online rilasciati da aziende quali Sony, Apple, IBM, tipica conseguenza della combinazione DMCA-DRM tutta a danno dei legittimi acquirenti. Last but not least, un’altra ricaduta perversa è il sostanziale blocco della revisione del software alla ricerca di difetti e bug, prevenendo anzi le legittime ricerche nel settore della sicurezza informatica. (Ad esempio, nel 2002, la Hewlett-Packard invocò il DMCA e minacciò di querelare un gruppo di ricercatori che aveva pubblicizzato la vulnerabilità del suo sistema operativo Unix Tru64). Pratica questa cruciale per le attività di tutti noi, e particolarmente dannosa per ricercatori, programmatori e utenti di software libero. Il documento, che ha ricevuto rilanci e commenti per lo più positivi, si chiude ribadendo che “fortunatamente, la cancellazione del DMCA non porterebbe all’anarchia della proprietà intellettuale”, anzi: facendo a meno di quest’obbrobrio giuridico si tornerebbe alla precedente flessibilità che protegge “la competizione, le scelte dei consumatori e l’importante principio dell’uso legittimo senza sacrificare i diritti dei titolari del copyright”.

Proposte per ESPERTA

Giovedì, Marzo 23rd, 2006

È possibile sottoporre proposte per partecipare alla sessione ESperienze nella Pubblica amministrazionE, Ricerca, Tecnologie, Applicazioni (nel campo del software libero), ESPERTA appunto.

Obiettivo primario della sessione è quello di continuare a raccogliere le migliori esperienze della Pubblica Amministrazione (PA) italiana nel settore del software libero e di metterle a confronto oltre che di diffondere la conoscenza di tali esperienze per renderle fruibili e “riusabili” (come richiesto anche dalla Direttiva Europea sul riuso e precisato nello studio sul riuso del CNIPA studio sul riuso del CNIPA).

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.
Purtroppo in quel sito si parla di ‘codice sorgente aperto’ invece di usare la dizione più corretta in italiano software libero. Speriamo che venga corretto presto.

Fellowship: si avvicina l’estrazione dei portatili per i fellow

Giovedì, Marzo 23rd, 2006

Si avvicina la data in cui Free Software Foundation Europe ringrazierà chi ha sottoscritto il programma di sostegno della Fellowship. Come accaduto lo scorso anno con un PDA donato da xtops.de, il prossimo primo aprile - e che i fellow non si lascino trarre in inganno dalla data, non è uno scherzo, avverte FSFE - ci sarà l’assegnazione di due computer portatili “liberi” messi a disposizione da HP. Da un lato, c’è l’intenzione di manifestare l’importanza che per FSFE ha la Fellowship, attraverso cui si stanno sostenendo attività come quella davanti all’antitrust europeo nella causa Microsoft o il lavoro portato avanti alle Nazioni Unite. Dall’altro, si torna a ribadire concetti che rappresentano alcuni dei cavalli di battaglia dell’associazione: trasparenza delle specifiche hardware, documentazione tecnica, essenzialità delle scelte degli utenti nel decidere quale software utilizzare con le macchine che acquistano. Una posizione che è stata pienamente accolta dal produttore che ha messo a disposizione i computer.

Per maggior informazioni:
Presentazione della Fellowship
Diventare un fellow
L’assegnazione di un portatile HP targato Fellowship

Sistemi (DRM) e piattaforme (TC) inutili e dannosi

Giovedì, Marzo 23rd, 2006

La mia intervista su Punto Informatico ha suscitato qualche commento ricevuto via posta elettronica. Ne sintetizzerò quelli più interessanti in questo e altri messaggi su GNUvox.

Uno sviluppatore mi scrive suggerendo un uso utile:

Gestione permessi: per es una pay per view. Compro una carta prepagata e un apparecchio a casa mi toglie l’importo dovuto per ogni “view”. Senza DRM, il produttore non potrebbe fidarsi e dovrebbe implementare qualcosa tipo telefonini, ovvero la gestione remota. E questo ha un costo (per la televisione) non indifferente per l’utente.

Questo motivo è poco credibile per me. Se un distributore ha problemi a farsi pagare non possiamo accettare che in cambio scarichi sul consumatore/cittadino la sua inefficienza. Questo è il tipo di motivi che usano i grandi gruppi industriali per giustificare se stessi. Se non riescono a fare in modo che i loro utenti li paghino con piacere, non è giusto che impongano le loro inefficienze sulla collettività, pretendendo leggi liberticide come IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive), EUCD (European Union Copyright Directive) e l’immonda legge Urbani.
In ogni caso, non credo che serva scomodare i sistemi di restrizione di diritti (DRM, Digital Rights Management) e le piattaforme truffaldine (TC, Trusted Computing) per avere pay-per-view affidabili. Come hanno fatto altrimenti gli attuali distributori, tipo Sky e Mediaset, sul digitale terrestre a prosperare? Attenzione a non metterci dalla parte dei distributori di contenuti: se loro hanno un problema, sono loro a doverselo risovere autonomamente. Non è corretto che scelgano la via legale, la più onerosa per la società, solo per mantenere i loro margini di profitto su percentuali elevate.

Richard Stallman a Napoli

Mercoledì, Marzo 22nd, 2006

Richard Stallman, fondatore del progetto GNU e della Free Software Foundation, sarà prima a Cosenza presso l’Università della Calabria, poi ospite a Napoli per una due giorni di dibattiti nel corso di un evento organizzato congiuntamente da HackLab Cosenza, ISF-Napoli e NaLug. Durante il corso della manifestazione si toccheranno temi attuali assieme a altri ospiti importanti e si parlerà soprattutto di software libero da diversi punti di vista, come libertà di ricerca, come opportunità di sviluppo e come tutela dei diritti civili.
A Napoli sono previste due giornate: la prima dedicata a studenti, docenti e appassionati; la seconda maggiormente indirizzata verso le aziende, gli enti e la ricerca. Anticipando il programma dell’evento, il 23 marzo il tema della giornata sarà “Free Software in Ethics and Practice” (Etica e pratica del software libero) mentre quello del giorno successivo sarà “The Danger of Software Patents” (Il pericolo dei brevetti software). La partecipazione a ciascuna delle giornate è libera e non è necessario alcun tipo di prenotazione o iscrizione all’evento. I singoli dibattiti potranno essere seguiti direttamente in streaming audio/video. Intanto, ecco le foto del convegno a Torino del 18 marzo.

USA: giudice conferma la validità giuridica della GNU GPL

Mercoledì, Marzo 22nd, 2006

“La GPL incoraggia, anziché frenare, la libera competizione e distribuzione di sistemi operativi, i cui benefici arrivano direttamente ai consumatori. Tali benefici inclusono prezzi ridotti, migliore accesso e maggiore innovazione”. Questa la parte cruciale del dispositivo della sentenza con cui il giudice distrettuale di Indianapolis ha archiviato una causa intentata fin dallo scorso anno e reiterata a fine 2005 contro la FSF e la licenza GNU GPL. La quale esce giustamente rafforzata da quest’ulteriore conferma della sua validità giuridica, nel caso qualcuno nutrissse ancora qualche dubbio.
Lo scorso novembre Daniel Wallace, laureato in fisica, iscritto alla FSF e già noto online per queste sue teorie anti-GPL, aveva ribadito le accuse già formulate per una serie di presunte illegalità e pratiche commerciali scorrette, incluso il fatto che “la GPL preclude la competizione nel mercato dei sistemi operativi per computer”. In pratica, una sorta di accusa a livello di antitrust, poiché la licenza avrebbe rappresentato un “contratto, una combinazione o una cospirazione” sottoscritta da grossi nomi dell’informatica, quali IBM, Red Hat e Novell, oltre che da innumerevoli individui i quali punterebbero a creare un “bacino per usare a vicenda la licenza sulle loro proprietà intellettuali coperte da copyright in uno schema predatorio teso a fissarne il prezzo”. Al di là del legalese e del fatto che Mr. Wallace non abbia rivelato molta sagacia nel presentare il caso senza il supporto di avvocati, resta il fatto che il giudice abbia dimostrato di conoscere la materia – archiviando definitivamente la causa e ‘punendo’ il querelante al pagamento delle spese processuali. Oltre a spazzare il campo dall’ennesimo tentativo di FUD (Fear, Uncertainty, Doubt), la decisione del giudice dell’Indiana conferma analoghe sentenze, anche in Germania, sulla piena validità giuridica della GNU GPL e sul fatto che il suo testo sia “crystal clear”. Una validità che verrà ulteriormente ampliata dalla versione 3 attualmente in fase di discussione.

Free Software = concretezza, collaborazione, libertà di pensiero

Martedì, Marzo 21st, 2006

Qualche giorno fa, ZDNet UK ha pubblicato una intervista con Eben Moglen, definito il “cavaliere bianco del software libero”. In realtà Moglen è professore di legge e storia alla Columbia University, opera pro bono come Consigliere Generale della Free Software Foundation ed è direttore del Software Freedom Law Center. Una vita spesa a sostegno della libertà di software, con un’efficace motivazione: “Vivo in un mondo in cui il software mi ha reso libero”.
A un anno dal rigetto della direttiva sui brevetti software da parte del Parlamento Europeo, Moglen lo definisce un successo perché è stato innanzitutto il riconoscimento che “i brevetti sono qualcosa di cui la politica deve occuparsi - come i trasporti, la salute e l’istruzione”. Pur se è ancora difficile vedere un cambiamento nelle attitudini generali su tale questione, forse tra “50 o 100 anni la proprietà delle idee sembrerà ripugnante e il sistema dei brevetti non esistera più”.
Altro passaggio stimolante riguarda l’affermazione di Bill Gates secondo cui il movimento del software libero sarebbe anti-capitalista. La replica di Moglen? “Si tratta di un’idea stupida. Il software libero non è anti-capitalista. Oggi il capitalismo fa un sacco di soldi con il software libero e ci paga precisamente per realizzarlo, migliorarlo e difenderlo. Qualcuno ha però deciso di trasformare la conoscenza in proprietà. Questa non era la voce del capitalismo, era un’imbroglio da avidi. Ciò non contiene nulla di normativamente accettabile. Contravviene alla libertà d’espressione e di pensiero. Non vi prendiamo parte perché ciò esclude la gente dalla circolazione delle idee.”
Infine, sull’efficacia della FSF nel diffondere la propria filosofia, Moglen ritiene che “i nostri progetti per la libertà funzionano meglio di quelli di altra gente [perchè] includono delle attività in sequenza – concretezza di idee, verifica del codice e sollecitazioni di partnership. Prima lo realizziamo, poi funziona e quindi invitiamo gli altri a migliorarlo.”.